L'obiettivo è protegere la sicurezza dei cittadini
La commisione su sistemi di social scoring e IA

La Commissione UE presenta una proposta di regolamento della privacy per le tecnologie di intelligenza artificiale.

La proposta

La proposta vieta i sistemi di social scoring e il riconoscimento facciale (con alcune eccezioni per casi di emergenza). Sono previste sanzioni amministrative per i trasgressori.

I chatbot come ChatGPT sono considerati a basso rischio, mentre filtri anti-spam e videogiochi sviluppati con sistemi di IA sono ritenuti a minimo rischio.

Tutta questa preoccupazione per l’intelligenza artificiale, non è una sorpresa, almeno in Europa.
Secondo molte ricerche, Nel Regno unito circa il 60 % della popolazione vuole che il governo regolamenti l’intelligenza artificiale. Solo il 12% pensa che il governo non debba interferire perché “è probabile che i benefici superino i costi”.

In altre zone del mondo

USA

Negli Stati Uniti, la situazione è abbastanza frammentata. Molti stati hanno recentemente promulgato leggi a  tutela dei cittadini. La California è lo stato che più difende la privacy dei cittadini. La legge CCPA obbliga le aziende a fornire maggiori informazioni ai consumatori su come i loro dati vengono raccolti e sopratutto utilizzati. Si è a lungo discusso di una legge federale sulla privacy, soprattutto durante il governo Obama, ma per ora questo tipo di questioni non sembra una priorità per l’attuale governo statunitense.

Cina

In Cina, vie la Legge sulla protezione delle informazioni personali (PIPL), simile al GDPR dell’UE, attuale legge sulla privacy vigente in Europa.

Il PIPL riconosce una serie di diritti agli individui in relazione alle loro informazioni personali. Questi diritti sono fondamentali per garantire che le persone possano controllare l’uso e la divulgazione dei propri dati.
Le persone hanno il diritto di essere informate su come le loro informazioni personali vengono raccolte e utilizzate. Le organizzazioni devono fornire agli individui informazioni chiare sulle loro pratiche di gestione dei dati, inclusi i tipi di informazioni raccolte, le finalità e i soggetti con cui possono essere condivise.

Il PIPL prevede però alcune eccezioni. Ad esempio, se la consultazione o la duplicazione delle informazioni potrebbe compromettere la sicurezza nazionale.

Sfatiamo poi un mito ahimè ben diffusa. La Cina non ha un sistema di social scoring (o almeno non è quello che tu probabilmente pensi). Il cosidetto sistema SoCS, è stato  infatti  testato ma a seguito di critiche è stato cancellato. È importante affrontare le preoccupazioni sulla privacy e la sorveglianza, ma è anche fondamentale distinguere tra la realtà attuale e mito. Nel 2019, le autorità centrali cinesi hanno esplicitamente dichiarato di non essere favorevoli all’idea di utilizzare i punteggi sociali come mezzo di penalizzazione dei cittadini. Hanno fornito spiegazioni ufficiali affermando che i punteggi non possono essere utilizzati per infliggere sanzioni, ma solo i documenti legali formali possono costituire una base per eventuali sanzioni.

Conclusione

L’europa fa bene a regolamentare tecnologie nuove, che essendo spesso di tipo sperimentale, potrebbero altrimenti causare danni enormi alla società. Con queste misure L’Europa dimostra di essere un’organizzazione forte,  che non si piega alla volontà delle aziende. Dimostra inoltre di essere molto attenta a temi che riguardano la sicurezza dei propri cittadini. Che frutti darà questa decisione sul lungo termine?

Guarda anche: Privacy online: la fiducia nelle autorità 
pubbliche analizzata da Reboot

Per la foto ringrazio Freepik

 

L’articolo Le IA invadono la nostra privacy? La decisione della UE proviene da Tra me & Tech.