Sony e i test a Roma per la mobilità smart: intervista a Antonio Avitabile
Sony e i test a Roma per la mobilità smart: intervista a Antonio Avitabile

Sony Europe ha in corso una sperimentazione di mobilità smart a Roma che coinvolge i sensori d’immagine IMX500 con elaborazione basata su intelligenza artificiale. Il test vuole portare migliorie al traffico nei centri urbani e riguarda la ricerca dei parcheggi, la slavaguardia dei pedoni e l’affluenza sui mezzi pubblici. Ne abbiamo parlato in questa intervista con Antonio Avitabile di Sony.

Il test di Sony a Roma per la mobilità smart

L’obiettivo è ridurre l’inquinamento. Il principale test di Sony per la mobilità a Roma riguarda il progetto di realizzare un sistema di parcheggi smart basati sui sensori IMX500. In modo che l’automobilista non debba girare a lungo per trovare un posto. Il sistema prevede l’invio di una notifica su smartphone via app, con l’indicazione del posto di parcheggio libero più vicino alla destinazione.

La sperimentazione inoltre vuole perfezionare sistemi per smart city. Che trasformino la rete di trasporto pubblico e ne incrementino l’utilizzo, attraverso l’adozione di pensiline smart alle fermate. Con il sensore ,in grado di contare i passeggeri che salgono e scendono da ogni mezzo, così da rilevare i sovraccarichi e garantire migliore pianificazione del servizio.

L’ultimo progetto in corso riguarda i pedoni. Con l’attivazione di un sistema di alert in corrispondenza degli attraversamenti per segnalare la presenza di persone tramite un impianto di illuminazione smart a pavimento. In modo che siano più visibili all’automobilista.

Il sensore d’immagine IMX500

Si tratta del primo del suo genere che integra una funzione di elaborazione basata sull’intelligenza artificiale. Consente in pratica  di estrarre in tempo reale, i metadati derivati dalle informazioni in maniera criptata e perfino grazie a una rete 2G. Le immagini non vengono salvate né trasmesse dal sensore, nel rispetto delle leggi sulla privacy.

La città può quindi ridurre la larghezza di banda necessaria per trasmettere i dati. Utilizzando anche le reti già esistenti per abbattere così  costi energetici e comunicazione.

Qui invece un articolo sulla sperimentazione della mobilità in 5G dei bus a Milano.

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