HP Wolf Security: intervista all’AD Giampiero Savorelli
HP Wolf Security: intervista all’AD Giampiero Savorelli

La sicurezza non è uguale per tutti, soprattutto in un momento come questo. Giampiero Savorelli, da qualche mese amministratore delegato di HP Italy, lo sottolinea con entusiasmo: «Ricopro questo ruolo da poco tempo, ma con tutto il lavoro fatto sembra già una vita». D’altronde stiamo parlando di Pc, stampanti e altri dispositivi che hanno sempre rappresentato il top del mercato. E quindi anche sul fronte sicurezza non si può fare meno. Dunque ecco il nuovo portafoglio integrato HP Wolf Security, con diverse soluzioni di protezione in base ad esigenze “personalizzate” di imprese e consumatori.

HP Wolf Security: intervista a Giampiero Savorelli

HP SavorelliParliamo di un un concetto innovativo dopo un periodo straordinario.
«Sicuramente l’ultimo anno ha cambiato molti parametri. Ma comunque noi di HP siamo impegnati da tanto tempo a garantire sicurezza ai nostri clienti. Gli HP Labs dedicati alla security sono per esempio attivi da oltre vent’anni».

Siete partiti in anticipo.
«Non era certo un periodo in cui questa materia fosse al primo posto. HP invece ci ha puntato subito e col passare degli anni ha consolidato la strategia partendo dai Pc per poi estendere il tutto alle stampanti. Con una serie di tecnologie per la protezione di identità, dati e documenti già a partire dal BIOS».

Il tema stampanti ha preceduto quello smart home.
«Infatti. Quando sono arrivate le prime stampanti collegate alla rete ci si è resi conto che i virus avevano una nuova potenziale porta di ingresso. Ecco perché siamo subito intervenuti con soluzioni di sicurezza per questi dispositivi».

Ora ecco HP Wolf Security.
«Sì, è l’evoluzione della nostra offerta di sicurezza. Abbiamo differenziato suite software e servizi nel mondo home e nel mondo business. Con l’introduzione di una soluzione premium come Suite enterprise e una Suite pro per piccole e medie imprese»

Segmentare, appunto, per personalizzare.
«Esatto. Tutte comunque godono di tecnologie già molto apprezzate dai nostri clienti. Come HP Sure View, che riduce l’angolo di visuale del display permettendo la massima privacy quando si lavora in posti affollati. Oppure HP Sure Click Enterprise che crea una virtual machine in modo che quando si naviga su internet non possano entrare virus sui dispositivi».

Soluzioni perfette per il mondo ibrido.
«L’ultimo anno ci ha insegnato tante cose. Stiamo vivendo un momento particolare con un incremento enorme del lavoro da remoto. Che ha vantaggi ma anche pericoli, come dimostra il video con cui abbiamo presentato HP Wolf Security e disponibile sul nostro canale YouTube. Che potete vedere qui sopra».

La casa è il punto debole.
«Si vede chiaramente in quelle immagini: il virus entra nel Pc del figlio attraverso l’apertura di una mail, passa per la rete famiglia e tramite la stampante si trasferisce nel computer dell’ufficio e da lì in azienda. Casi così si sono moltiplicati e spesso i dispositivi endpoint sono l’oggetto dell’attacco. Il rapporto Blurred Lines & Blindspots di HP Wolf Security rivela che gli endpoint connessi a Internet hanno subito 1,5 attacchi al minuto a livello globale. Di conseguenza, il 91% dei decision maker IT intervistati ha dichiarato di dedicare più tempo alla sicurezza degli endpoint rispetto a due anni fa, e un ulteriore 91% ha riferito che la loro sicurezza è diventata importante quanto la sicurezza della rete».

Bisogna dunque affidarsi a brand esperti come HP.
«Questo è certo. Noi però abbiamo appunto pensato che la sicurezza oggi debba essere personalizzata per ogni utente. Il trend di acquisto d’altronde è questo: aldilà della crescita enorme di acquisto di Pc, è cresciuta la domanda di dispositivi professionali con la scelta determinata dalle caratteristiche e dalla sicurezza del device, più che dal prezzo. Così come affidabilità e batteria, sono importanti. Stiamo vendendo strumenti di questo tipo anche nei negozi consumer».

Quali sono i dispositivi più richiesti?
«Abbiamo annunciato una nuova serie di mobile workstation, segmento nato per i creator che nell’ultimo anno in Italia ha visto grande crescita di richieste. In fondo ormai siamo tutti creator in qualche modo».

Un’ascesa continua.
«Sì, abbiamo fatto un gran lavoro per entrare con dispositivi performanti. Poi abbiamo anche potenziato il lato Pc con schermi da 15 e 17 pollici. E d’altra parte c’è HP ZCentral, che permette con la virtualizzazione di avere a disposizione una potenza di calcolo da data center. Grosse banche stanno andando verso questa soluzione per i loro dipendenti».

Insomma, HP ha una soluzione per tutti.
«L’importante è la fiducia dei consumatori. L’esempio è il mondo del printing, con programmi come HP Istant Ink arrivati anche per le famiglie. C’è un contatto maggiore con il cliente finale, attraverso il cloud e applicazioni. Questo vuol dire comprendere le esigenze di chi lavora».

Risultato?
«Abbiamo dei tassi di guasto minimi e di soddisfazione alta. E ci stiamo spostando anche sul mondo dei servizi, accompagnando i clienti nella scelta valutando le loro esigenze costo/profitti e aiutandoli con sistemi predittivi per gestire in anticipo possibili guasti. Servirà competenza e un cambiamento di mentalità: questa è la nostra prossima sfida».

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