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É in corso un’aspra disputa tra Google e le autorità australiane. Il gigante delle ricerche minaccia di lasciare il mercato locale nel caso in cui fosse costretto a pagare per mostrare i collegamenti ai giornali online e blog tra i suoi risultati di ricerca.

Il governo australiano non sembra avere alcuna intenzione di fare marcia indietro così come Google non sembra per nulla d’accordo con le nuove regole. Al contrario, Microsoft è pronta a intervenire con il CEO Satya Nadella che ha recentemente incontrato Scott Morrison, il primo ministro australiano, per discutere sulla questione.

“Microsoft sta osservando da vicino e senza dubbio vede opportunità di espansione qui in Australia”, ha affermato recentemente il tesoriere Josh Frydenberg.

La strada da percorrere è lunga prima che Google lasci davvero il mercato australiano e, sebbene sia possibile che le due parti concordino sui nuovi regolamenti, il gigante della ricerca continua a insistere sul fatto che rinunciare alle sue attività locali potrebbe avere gravi conseguenze. In più, accettare determinate condizioni potrebbe provocare una reazione a catena in tutto il mondo.

“Siamo impegnati in Australia e, attraverso il nostro lavoro sul territorio, abbiamo fatto crescere l’economia digitale e fornito ogni anno 53 miliardi di dollari di benefici alle imprese e ai consumatori. Nel 2002, Google Australia ha iniziato con una sola persona in un salotto, oggi il nostro team è cresciuto fino a contare 1.800 persone. Oggi, supportiamo altri 116.000 posti di lavoro in tutto il paese e forniamo benefici per 39 miliardi di dollari alle imprese australiane e 14 miliardi di dollari per i consumatori “, ha affermato la società in una recente dichiarazione.

Microsoft drizza le orecchie e continua a scommettere su Bing, non solo come motore di ricerca autonomo ma anche come piattaforma di ricerca. Bing si è evoluto per potenziare l’esperienza di ricerca su un’ampia varietà di prodotti Microsoft, incluso Windows 10, il sistema operativo desktop dell’azienda che alimenta centinaia di milioni di computer in giro per il mondo.

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