Intel e la rivoluzione Evo: intervista a Nicola Procaccio
Intel

Utilizzando noi tutti un computer, il nome cì è ovviamente noto. Ma non sempre pensiamo a quanto sia importante per quello che facciamo tutti i giorni. Stiamo parlando di Intel e dei processori che fanno girare i pc secondo le nostre esigenze. L’utlimo nato è l’Intel Core di undicesima generazione.

Ma siccome il chip lo s’immagina mano si tocca ecco che finalmente è nata la piattaforma Evo, che certifica una serie di parametri di cui sono dotati le macchine migliori. E per farci spiegare questa novità, la cosa giusta era rivolgerci a Nicola Procaccio. Country Manager e responsabile marketing Europa di Intel.

Intel e la piattaforma Evo

ProcaccioIntervista a Nicola Procaccio

Diciamo che il problema in fondo è sempre stato questo: Intel è essenziale per chi utilizza un computer, ma gli utenti spesso poco ci pensano.
“In effetti la scelta di lancia questa piattaforma serve anche a renderci più riconoscibili.E il lancio delle ultime tecnologie, con la partecipazione a a progetti come quello della recente apertura di Spazio Lenovo a Milano. sono un po’ un banco di prova. Vogliamo raggiungere utente finale e spiegare il valore del cuore pulsante di un dispositivo”.

Parlando di marketing, spiegare un processore non è sempre facile.
“Quasi mai, almeno finora. Però abbiamo fatto un passaggio importante, ovvero far entrare nei nostri laboratori di ricerca e sviluppo anche i tecnici di aziende partner. Ci siamo staccati, per così dire, da una posizione Cpu centrica per guardare più all’esperienza finale. Per capire realmente quali sono le esigenza di utenti pc  richiedono e come poterli accontentare”

Parliamo allora di Intel Evo.
“Andrà a portare innovazione nei processori Intel core di undicesima generazione. E per identificare quelli che noi chiamiamo Key Experience Indicators, siamo partiti andando a domandare ai nostri utenti quello che era più importante per loro. E lo abbiamo fatto  attraverso a ricerche sociologiche e antropologiche”.

Risultato?
“Abbiamo identificato alcuni punti chiave con cui dotare i computer di alte prestazioni. Come la capacità di attivarsi in meno di un secondo, la reattività, la possibilità di aumentare più del 40 per cento la capacità di autonomia anch quando il computer è in modalità batteria. E la possibilità di ricaricarsi in circa 30 min per 4 ore. D’altronde l’efficienza energetica dei processori ha sempre garantito almeno nove ore di lavoro”.

Un altro aspetto è l’arrivo del 5G.
“Presto cambierà il nostro scenario quotidiano. Come ha speigato bene l’Ad di lenovo Emanuele Baldi il valore differenziante sarà portare questa rivoluzione sulla piattaforma clienti. Ovvero riuscire a far in modo che tecnologie come intelligenza artiuficiale, high performance computer e appunto 5G, non siano più un’innovazione che riguarda i data center”.

In sintesi: per i computer cosa cambia?
“Questo è il campo in cui sarà vera rivoluzione, la possibilità di potersi collegare senza fatica in ogni dove e fare operazioni complicate con semplicità. Da parte nostra con Evo garantiamo una piattaforma di livello assoluto. In Italia abbiamo giù collaborazioni sia con il Comune di Torino che con altri partner come Ericsson e Cisco. La volontà è arrivare a diffondere la connettività 5G diventi in realtà in due anni”.

Si dice: guidare il cambiamento.
“Per noi è un obbligo. Investire in innovazione non è solo rendere più performanti i dispositivi, ma anche portare nuove tecnologie a diventare uno standard. E la condizione necessaria per restare competitivi sul mercato”.

La collaborazione con Lenovo ha senso per questo?
“La ragione con cui abbiamo voluto esserci per l’apertura dello Spazio non è solo una questione di orgoglio nazionale. Proprio nel periodo più difficile degli ultimi 40 anni la tecnologia ha fatto vedere come può fare la differenza. E gestendo anche i mercati europei sto vedendo un recupero dell’Italia in un campo, quello digitale, in cui eravamo rimasti indietro”.

Anche se non si tocca, la tecnologia Intel finalmente si vede insomma.
“Guardi: io ho tre figli che hanno potuto chiudere l’anno scolastico a con la didattica a distanza, una cosa che solo pochi mesi fa sarebbe stata impossibile. In questo periodo di crisi finalmente gli italiani hanno capito il valore del digitale, però restiamo un popolo che comunque vuole toccare con mano. Luoghi come Spazio Lenovo sono finalmente i posti giusti per mettere in contatto le due realtà”.

L’articolo Intel e la rivoluzione Evo: intervista a Nicola Procaccio proviene da Tra me & Tech.