<div>La chiusura di Uber & Lyft in California, che non ci sarà</div>

Quella di ieri poteva essere una giornata storica, perché avremmo potuto assistere alla chiusura di Uber e Lyft in California, evento che invece non ci sarà, per ora.

Immagino sia inutile ricordare che le due società sono quelle che offrono passaggi prenotati attraverso applicazioni, in diretta concorrenza con il servizio taxi.

Da molto tempo si discute su quale debba essere il voto giuridico tra questo tipo di società e coloro che guidano le automobili, proprio qualche giorno fa un giudice californiano aveva stabilito che aziende avrebbero dovuto assumere tutti i drivers che hanno in territorio californiano.

chiusura Uber california

A seguito di questa sentenza entrambe le società avevano dichiarato di essere pronte a chiudere i propri servizi in California prima dell’entrata in vigore di questa decisione del tribunale.

La scadenza era a mezzanotte di ieri, ragione per cui Lyft aveva già comunicato ufficialmente la sua intenzione di chiudere i propri servizi e di rendere impossibile la prenotazione dei passaggi dopo l’orario fatidico.

Quando sembrava che il blocco dei servizi fosse inevitabile, in realtà un altro giudice ha stabilito che l’ordinanza precedentemente emessa dal tribunale dovrà essere applicata del prossimo mese di ottobre e per questa ragione c’è stata una retromarcia e tutto è tornato alla normalità.

Considerata l’incidenza di servizi come quello di Uber e di Lyft è incredibile pensare che la decisione di aprire o chiudere le attività possa cambiare due volte nell’arco delle 24 ore, perché la ricaduta sull’organizzazione del trasporto pubblico nelle grandi città sarebbe molto rilevante.

Di fatto il problema è solo rimandato, ieri non è stata trovata una reale soluzione alla contrapposizione tra l’amministrazione californiana e le due società di trasporto, cercheremo di capire nei prossimi mesi se ci sarà un’evoluzione che potrà portare ad una conciliazione tra le parti oppure se la chiusura di queste attività sia solo posticipata.

la cosa dal mio punto di vista molto curiosa è che spesso gli autisti lavorano per entrambe le società e alternano i passaggi dati con uber a quelli dati con Lyft; per questa ragione la chiusura improvvisa dei servizi sarebbe anche causa di un altissimo numero di disoccupati nella zona californiana.

Se da un lato il tema della tutela di questi lavoratori è molto delicato e difficile da dirimere, dall’altro bisogna chiedersi se l’attuale situazione non sia meglio della disoccupazione. È un dilemma complicato a cui non è facile trovare risposte.

Bisogna tenere conto anche di un ulteriore dettaglio che non è secondario, cioè che molte persone hanno investito in queste società, scommettendo sulla loro crescita futura: un intervento di questo genere porterebbe dunque anche danno ai risparmiatori.

È vero che tra i finanziatori ci sono grandissime società, come Google che in Lyft ha addirittura investito 1 miliardo, ma lo è altrettanto che in questi gruppi hanno impegnato i loro soldi moltissimi piccoli risparmiatori.

La situazione è tutt’altro che semplice, l’intreccio non è facile da districare, vedremo se si riuscirà a trovare una soluzione, per ora è tutto rimandato.

Abbiamo un’unica certezza, la chiusura di Uber & Lyft in California non è storia di questi giorni.

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